3 tra i molti motivi per dichiarare illegale la povertà

Campagna contro la Povertà Blog3 tra i molti motivi per dichiarare illegale la povertà

“ … (Il denaro) tramuta la fedeltà in infedeltà, l’amore in odio, l’odio in amore, la virtù in vizio, il vizio in virtù, lo schiavo in padrone, il padrone in schiavo, l’idiozia in intelligenza, l’intelligenza in idiozia” (Karl Marx. Opere filosofiche giovanili)

Ci sono dati oggettivi che ci chiedono, urgentemente, di liberare la società dall’impoverimento. Basta guardarci intorno o leggere alcune statistiche: i poveri relativi (che vivono con 2 $ al giorno) sono circa 3 miliardi, mentre i poveri assoluti (con meno de 1 $ al giorno) ammontano a 1,4 miliardi. Solo lo 0,15% della popolazione mondiale controlla la ricchezza e consuma il 78% della produzione mondiale. E’ dunque facile calcolare quanto resta a tutti coloro che non sono ammessi al controllo e alla spartizione della ricchezza. Senza approfondire il fatto che, chi gestisce la ricchezza mondiale, gestisce anche le risorse naturali e quindi procede allo sfruttamento della terra e dei beni che da essa ne derivano. Il sistema che ha creato questa ingiusta distribuzione delle ricchezze è lo stesso che ha prodotto una progressiva disoccupazione, che a sua volta genera una progressiva esclusione. Da questo panorama affiora un altro problema: l’illegalità, tra piccola e grande criminalità mondiale. Sono noti molti scandali (molti legati all’evasione fiscale) di grandi società finanziarie con i loro rispettivi dirigenti. L’illegalità è una catena che genera piccole e grandi corruzioni e mafie. La liberalizzazione del capitale è un altro dato di fatto e per conseguenza, il potere delle banche e di tutte le istituzioni finanziarie sui governi, è un altro degli aspetti che ha contribuito a favorire delle lobby di potere e produrre instabilità sociale ed economica, per la maggior parte dei cittadini. Oggi nessuno può essere sicuro del proprio lavoro, né l’imprenditore, né il dipendente, ma sappiamo che i responsabili di questa situazione d’impoverimento dell’umanità e anche del pianeta, si deve a poche entità e a poche persone, quasi sempre –purtroppo- entità che avrebbero dovuto servire a garantire il bene comune della società contemporanea.

Questo breve riassunto di ciò che viviamo oggi a livello locale e mondiale, è, appunto, un dato di fatto, per renderci conto che è urgente liberarci dall’impoverimento. Ma vi sono anche altri tre motivi per cui, è importante svegliarci e riprendere in mano la nostra situazione.

Il primo è che, chi dichiara illegale la povertà e il progressivo impoverimento dell’umanità e del pianeta, deve dichiarare illegale una certa mentalità che genera e promuove ogni sorta di povertà e violenza. Il modo come noi guardiamo all’altro diverso da noi, per esempio. Le nostre visioni razziste ed escludenti che abbiamo del mondo, sia nell’ambito sociale che religioso. Il considerare l’altro sempre inferiore, per cui volerlo gestire costantemente. Il disprezzo per una cultura che non è la propria, l’ignoranza della sapienza degli altri e delle loro potenzialità.

Il secondo è rifiutare l’esaltazione del denaro. In questo momento storico l’unico interlocutore reale sembra essere il denaro, mentre tutti noi siamo diventati oggetti da gestire e manovrare secondo determinate strategie. Il denaro viene trattato come soggetto: si deve salvare l’Euro, si creano programmi sociali e politici che possano garantire il salvataggio delle banche e delle istituzioni finanziarie, ma dei cittadini e dei loro diritti, nessuno ne parla.

Il terzo è un aspetto che riguarda tutto il mondo ma in particolare l’Italia, visto che si tratta di un attentato alla nostra Costituzione Politica dello Stato. Ed è proprio la nostra Costituzione che si apre dichiarando che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Ma nessuno, in questi ultimi anni e nemmeno ora, ha garantito il lavoro degli italiani. Quindi se ciò che fonda il nostro Paese è il lavoro e il lavoro non è garantito, allora non esiste più la nostra Repubblica e dunque si sta attentando alla nostra Democrazia e, di questo, sono responsabili tutti i partiti politici. Bisogna ammettere comunque che, il capitalismo e la sua dinamica di mercato, è oramai da secoli che attenta alle democrazie del mondo provocando situazioni di profonda ingiustizia e di progressivo impoverimento non solo economico, ma anche sociale ed etico.

Allora è doveroso aderire a questa campagna che vuole portare istituzioni nazionali e mondiali a dichiarare illegali tutte quelle strategie che provocano la povertà e moltiplicano gli impoveriti e gli esclusi.

Nei prossimi giorni indicheremo anche un possibile itinerario di impegno per poter rendere possibile la realizzazione di questa campagna.

**Riferimento bibliografico:

Ricardo Petrella e Bruno Amoroso, Liberare la società dall’impoverimento, Verona 2012

 

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